I fiori che crescono nel deserto, una via per contrastare il cambiamento climatico.

Questo articolo fa parte del numero 24 di Web Garden: I fiori del deserto

Il cambiamento climatico ed il surriscaldamento globale sono realtà ormai incontrovertibili con cui tutti noi stiamo già purtroppo facendo i conti. Alla luce di un futuro in cui l’economia dell’acqua avrà sempre maggiore rilevanza nelle nostre vite, Web Garden vi propone un excursus non solo fra le piante che più o meno notoriamente si sono adattate a climi aridi, ma anche fra le nuove tecniche di giardinaggio, note come dry gardening, che consentono di creare spazi verdi utilizzando solo un minimo di risorse idriche senza privarsi del piacere di circondarsi di natura.

Le prime piante che sorgono alla mente come maestre nella capacità di sopravvivere senz’acqua sono le succulente, impropriamente conosciute come piante grasse, fra cui i cacti sono una delle varietà più note. Queste specie si sono adattate ad ambienti ostili sviluppando speciali tessuti, i parenchimi acquiferi, che consentono loro di immagazzinare enormi quantità d’acqua durante le piogge, per rilasciarla ad hoc durante i peridi di siccità facendo in modo che i liquidi migrino ai vari distretti della pianta che ne hanno bisogno.

Questa proprietà conferisce alle piante l’aspetto carnoso della loro struttura, che può assumere forme sferiche, colonnari, appiattite o a rosa. Tra le moltissime specie possiamo ricordare l’aloe, il fico d’india, la corona di cristo con i suoi fiori rosa acceso, il peyote, l’agave ed anche l’orchidea phalenopsis aphrodite.

Vi sono delle piante invece che possono sopravvivere in totale assenza di acqua, completamente autonome e, per così dire, autarchiche, come la Tillandsie, della famiglia delle Bromeliacee. Note come “figlie del vento”, ve ne sono oltre cinquecento varietà. Esse sono in grado di assorbire l’umidità dell’aria attraverso squame presenti sulle loro foglie chiamate tricomi. Non richiedono né terra né acqua, necessitano solo di luce e calore e possono crescere perennemente rigogliose.

L’unico accorgimento per mantenerle in vita è quello di vaporizzarle quando l’umidità dell’aria discende sotto la soglia del 30%.La falsa rosa di Gerico poi fa parte di quella particolarissima varietà di piante nota come “piante della resurrezione”, di cui nel mondo vi sono circa 330 specie conosciute. Originaria del deserto di Chihuahua fra Messico e Stati Uniti, ha imparato a resistere alla siccità estrema in un modo del tutto unico rispetto alle altre specie, che sopravvivono modificando il loro metabolismo o cercando di trattenere quanti più liquidi sia loro possibile.

La Selaginella lepidophylla, questa la sua nomenclatura linneana, si lascia seccare fino quasi a morire, tanto da riuscire a resistere a un’umidità del terreno quasi inesistente (fino al 5%). Quando la terra torna a bagnarsi, anche dopo molto tempo dal suo appassire, la pianta si reidrata e recupera perfettamente tutte le sue funzioni.

Tillandsia (Air Plant) Trees for home and garden decoration and places, Indoor garden ideas. Close up.

Per fare fronte alla necessità di ripensare le tecniche di giardinaggio in maniera più sostenibile rispetto alle sfide che sempre più chiaramente le nuove condizioni climatiche impongono alle nostre esistenze, vi è oggi la tendenza al dry gardening, ossia alla ricerca di creare giardini con quelle varietà che richiedono poca irrigazione, e che hanno pertanto anche l’ulteriore vantaggio di imporre una bassissima manutenzione, consentendo un risparmio sia di risorse che di energie e tempo di cura.

Queste nuove tecniche prendono il nome di xeriscaping, un nuovo termine coniato dal greco “xeros” (asciutto) e dall’inglese “landscaping” (paesaggismo). Si tratta di ripensare alla concezione degli spazi verdi con l’intento di creare degli ecosistemi quasi autosufficienti, che richiedano per esempio anche solo un paio d’irrigazioni l’anno. La scarsità d’acqua ha il beneficio anche di rallentare la crescita delle piante, che avranno quindi minore necessità di essere potate, e di ridurre nutrimento alle infestanti.

Non è nemmeno necessario guardare troppo lontano per trovare le varietà adatte al nostro giardino asciutto: la flora mediterranea si è perfettamente adattata nei secoli ad un clima piuttosto arido, come quello costiero e meridionale presente nel nostro Paese. Sono moltissime ad esempio le piante aromatiche adatte a questo scopo, come il rosmarino, la salvia ed il timo, o gli alberi dai profumatissimi fiori tipici del nostro territorio, come l’oleandro ed il corbezzolo, le graminacee ornamentali come la nassella tenuissima, l’erba dai capelli blu, oppure il penniseto. Si può pensare di giocare sulle cromie del grigio delle varie specie di artemisia, o di sbizzarrirsi fra i colori variopinti della gazania e la lantania.

Queste piante si sono già dimostrate capaci di adattarsi a condizioni estreme, e così come ci insegna ancora una volta Madre Natura, sarà nostro compito fare lo stesso.