Villa Calleri di Sala – Bricherasio (TO)

Villa Calleri di Sala – Bricherasio (TO)

Il palazzo dei Conti di Bricherasio risale alla fine del Seicento inizio Settecento e venne costruito ai piedi delle colline del castello, nel luogo in cui sorgevano le fortificazioni che furono distrutte durante l’assedio del 1594 in cui Bricherasio, occupata dai Francesi, fu riconquistata dalle truppe dei Savoia.

Ancora oggi è conservata nel parco una testimonianza storica di quell’assedio: un’antica torretta che apparteneva alle mure di Bricherasio. Intorno alle metà del Settecento, il Conte Giovanni Battista Cacherano fece abbellire il Palazzo rimodernandolo nello stiledell’epoca, come oggi lo vediamo.

Lo stile dominante, che caratterizza gli esterni ed anche gli interni, è il barocco piemontese. La facciata principale è rivolta verso est ed accoglie gli ospiti in uno spazioso ed armonioso portico, che nei tempi passati si affacciava su un giardino all’italiana.

L’idea di realizzare il parco all’inglese è da attribuire al Conte Edoardo Calleri di Sala che essendo appassionato di giardini e di natura negli anni ‘60 trasformò alcuni campi agricoli in parco aggiungendoli all’impianto originario. L’estensione della tenuta è di quasi quattro ettari e lo stile dominante è quello del giardino inglese, si riscontra infatti il gusto di combinare grandi macchie arboree con ampie radure a prato a cui si alternano laghetti e rigagnoli. Il giardino è attraversato dal Beale che ad un certo punto forma una deliziosa cascatella.

Quasi tutti gli alberi sono riuniti in gruppi o in filari formati da esemplari della stessa specie o varietà; si possono contare una cinquantina di specie arboree diverse e almeno venti arbustive per un totale di circa 800 alberi.

Continuando la passeggiata si incontra un altro elemento di rilievo, un vecchio locomotore della celebre ferrovia
canavesana. La proprietà, diventata residenza estiva dal secondo dopo guerra, ha numerosi ingressi, uno dei quali è un magnifico cancello, opera dello scultore Franco Garelli, realizzato nel 1951.

Passeggiare attraverso il romantico viale delle magnolie, essere circondati da tanta bellezza regala gioia e serenità.

Video di Marco Beck Peccoz



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Il Cimitero Ebraico di Cherasco

Il Cimitero Ebraico di Cherasco

Non si conosce esattamente a quale epoca risale il Cimitero di Cherasco.

Un documento del 1719 attesta l’acquisto da parte di Gabriel De Benedetti di un terreno dichiarato confinante con il Cimitero degli Ebrei, che era, probabilmente, già in funzione in epoca precedente nella zona dei bastioni a nord est della città.

Attualmente il Cimitero ebraico, ancora in uso, si trova nella Salita Vecchia.

Ufficialmente nato verso la fine del settecento come nuovo Cimitero del Paese, in rimase in stato di abbandono fino ai primi dell’Ottocento, quando venne concesso alla Comunità ebraica.

Al suo interno si trovano alcune sepolture individuali in terra. Le lapidi sono ben conservate e le tombe, come consuetudine della tradizione ebraica, sono molto semplici, senza immagini o effigi particolari.

Generalmente invece dei fiori si usa posare sulle tombe delle pietre, in ricordo delle primordiali sepolture, che altro non erano che un tumulo di terra: il sasso segnava il ricordo del defunto da perpetrare passaggio dopo passaggio.

Il Cimitero ebraico di Cherasco è una piccola oasi di serenità circondata dal verde e dai fiori.

Foto e video di Marco Beck Peccoz



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