Una perfetta armonia fra arte e natura

Una perfetta armonia fra arte e natura

Questo articolo fa parte del numero 13 di Web Garden: in nome della Rosa

Un sabato assolato di maggio a Casa Lajolo, fra arte, gusto, sapori e odori: Dejeuner con l’arte, l’evento di Web Garden di maggio 2022.

In un sabato assolato di maggio – il 21 – presso la bellissima Casa Lajolo, villa settecentesca sulla collina di Piossasco (Torino), Web Garden ha inaugurato la mostra “Sculture segrete. Arte in giardino”, offrendo ai suoi associati una totale immersione nella natura e nei suoi prodotti, anche grazie al meraviglioso menu vegano dello chef Antonio Chiodi Latini, guru piemontese della cucina vegetale creativa.

Ospiti d’onore, le bellissime opere d’arte di Riccardo Cordero, Pietro D’Angelo, Margherita Grasselli, Paolo Spinoglio e Lucrezia Carrega, scelte assieme al curatore Ermanno Tedeschi e posizionate con sapienza e maestria nei tanti spazi del parco: nei prati incorniciati da aiuole di bossi, che danno vita a forme geometriche, e all’interno di un giardino segreto, nascosto da una parete di tassi.

Ecco allora apparire in tutta la loro grandezza il «Bolide meteorico», «L’oggetto celeste» e «La grande presenza» del maestro Cordero, reduce dall’inaugurazione di una sua opera alle Olimpiadi di Pechino. E ancora, i bambini ideati e creati con paper clip da Pietro D’Angelo: «L’osservatore di nuvole», «La piccola danzatrice» e «Il binocolo». Poco più in là, sedute sugli scalini di pietra, la scoperta di «Maria» e «Anita», le piccole bambine in terracotta di Margherita Grasselli, in compagnia di «Sara», accomodata su una poltrona di bosso naturale, con alcune amiche sedute a prendere il tè nel giardino segreto, guardando «Martina» sull’altalena.

A integrarsi perfettamente con lo spazio, «Il ballerino nero» di Paolo Spinoglio, che dal fondo del giardino apre agli occhi una via verso l’infinito, mentre il «Fidanzato» e il «Passa l’aereo» accompagnano fino all’ultima opera, «Ranocchia», che invita a entrare nell’orto giardino.

E cosa dire del barbagianni, dell’asino, del coniglio, della gazza ladra e dei tanti altri disegni di Lucrezia Carrega che decorano il giardino e lo rendono animato? Così belli da essere usati come etichetta dei vini della prestigiosa cantina Malabiala.

Posizionata sotto un antico nonché enorme cedro del Libano, capace di offrire agli ospiti un giusto riparo dal sole e di regalare un po’ di fresco, la lunga tavola dove si è svolta la déjeuner, da cui – assaggiando le varie squisitezze preparate dallo chef, come il giardinetto vegetale con bagnetti o l’insalata di asparagi con sarzet e limone, il risotto con zucchine e fiori di zucchina e la melanzana croccante con pomodoro e basilico – si sono ammirate tutte le opere presentate dagli artisti.

Ogni piatto è stato accompagnato da un vino delle cantine Malabaila, raccontato direttamente da Lucrezia Carrega, che nella sua doppia veste di produttrice e di artista ne ha spiegato ogni nota nonché la ragione degli abbinamenti con i suoi disegni.

Poco prima di assaggiare il dolce, una squisita composta di fragole con panna vegetale, l’amministratore delegato della società Domori, Lamberto Gancia – sponsor dell’evento assieme a Malabaila, Reale Mutua e all’impresa Coeri – ha raccontato con passione la filosofia della società e ha anticipato come si sarebbe svolta la degustazione del delizioso cioccolato.

La semplicità e l’allegria di tutti i commensali hanno completato il quadro d’insieme.

Avere la possibilità di conoscere e intrattenersi per un’intera giornata con gli artisti, chiedere cosa ha ispirato le loro opere, curiosare nei loro pensieri e poi aprirsi al dialogo con tutti i partecipanti all’evento, in un clima amicale, non è cosa banale ma quando l’operazione riesce l’emozione che si ricava  è meravigliosa.

La gentilezza dei padroni di casa, la vivacità degli artisti, l’allegria dei commensali, il tutto accompagnato dal profumo delle molteplici varietà di rose, peonie, iris, ortensie, ha completato la magia.

La giornata ha poi avuto un epilogo inaspettato e bellissimo. L’artista Margherita Grasselli ha regalato due delle sue incantevoli bambine di terracotta all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino.

Foto di Simone Bonzano per Web Garden

La Rosa, una spia al servizio della vigna

La Rosa, una spia al servizio della vigna

Questo articolo fa parte del numero 13 di Web Garden: in nome della Rosa

La rosa e la vite, un connubio naturale dalle origini pragmatiche e antiche, molto più di un semplice vezzo del vignaiolo.

Dal Monferrato alle Langhe, dalla Champagne alla Borgogna, un vigneto non è un vigneto se non ha una rosa all’inizio di ogni filare. È solo un tocco di eleganza, un inno alla bellezza e al romanticismo, o ha una sua origine di pragmatismo contadino?

La rosa in vigna c’è sempre stata fin dal tempo dei Romani, ha solo cambiato la sua funzione. Un tempo, quando non esistevano i prodotti di sintesi per combattere le malattie tipiche della vite (Oidio, Peronospora, Mal dell’esca, ecc.), il contadino aveva a sua disposizione solo prodotti naturali: verderame, zolfo, poltiglia bordolese.

Ma poiché nella vita è meglio la prevenzione della cura, come già insegnava tra Sei e Settecento lo scienziato e medico visionario Bernardino Ramazzini, come sapeva il contadino quando intervenire prima che la vigna si ammalasse?

Piantava una rosa a ogni testata. Da sempre, la rosa contrae le malattie tipiche della vite una settimana in anticipo, cosicché il contadino, appena vedeva i suoi petali in sofferenza, interveniva e trattava. Era una sorta di Mata Hari o di Contessa di Castiglione, che con la loro bellezza erano spie formidabili.

Oggi nei vigneti si usano prodotti di sintesi (non in quelli biologici e biodinamici) che si danno preventivamente per risolvere tutti i problemi.

Così la rosa è diventata solo più motivo di raffinatezza e ornamento, e ha perso il suo ruolo di sentinella delle vigne.

Ma per il vignaiolo gentiluomo rimane pur sempre una coccola da regalare alla dama, come retaggio della nobile e centenaria tradizione di celebrare con un fiore la beltà femminile.

Foto di Marco Beck Peccoz per Web Garden