La Camelia Sasanqua

La Camelia Sasanqua

Cosa c’è di più sorprendente di una pianta che, nelle nostre latitudini, fiorisce d’inverno?

La Camellia, il cui nome deriva dal farmacista e botanico Georg Joseph Kamel che importò verso la fine del XVII secolo la pianta dal Giappone in Europa, è una pianta ora molto diffusa: con più di 200 specie e ancor più varietà essa è ormai coltivata a qualsiasi latitudine e i suoi ibridi vantano le più disparate forme e colori.

La Camellia sasanqua presenta piccole foglie, allungate, merlate verde scuro e lucido, bruno all’inizio della vegetazione. Raggiunge un’altezza che va dai 2 ai 3 m. e un diametro di 1,50 m.

L’originalità di questa specie di Camellia, sempre appartenente alla famiglia delle Theacee, è proprio quella di fiorire dall’autunno fino alla fine dell’inverno. Nonostante questa interessantissima peculiarità e la bellezza dei fiori – abbondanti, semplici, di taglia piccola e a volte profumati! – queste piante
hanno incontrato la meritata attenzione solo recentemente.

Inoltre, presentano il vantaggio di essere meno esigenti del Camellia japonica sulla natura del terreno che di solito lo esige acido. Il significato più importante attribuito alla Camellia è il sacrificio. È un pegno e allo stesso tempo un impegno ad affrontare ogni sacrificio in nome dell’amore. Il significato che gli viene attribuito nel linguaggio dei fiori è il senso di stima e di ammirazione verso qualcuno.

Il simbolismo della Camellia è dovuto al portamento e alla disposizione dei petali che risultano essere rigidi e dotati di una certa carnosità. Queste caratteristiche ricordano le persone solide, di spessore, che non vacillano durante il loro cammino, bensì proseguono senza indugi per la propria strada. Quelle, cioè, di cui si pensa che avranno grande successo e ci si aspetta di vederle presto firmare autografi! È una dedica importante tra amici, innamorati e, perché no, anche tra colleghi di lavoro.

In un giardino, a mio parere, non dovrebbe mai mancare un bel gruppo di Camellie sasanqua: sono eleganti, silenziose, ma regalano delle sorprese nei ‘nostri‘ inverni, fiorendo con dei colori vivaci che rallegrano l’anima.

Camellia Sasanqua.
Andrea Corneo: il signore delle Camelie

Andrea Corneo: il signore delle Camelie

Questo articolo fa parte del numero 17 di Web Garden: Il Giardino dei Semplici

Una lunga tradizione di famiglia lega Andrea Corneo a Villa Anelli e al suo meraviglioso giardino. Nato e cresciuto proprio lì, in quella splendida proprietà affacciata sul Lago Maggiore, Andrea Corneo è uno dei massimi esperti italiani di camelie.

Appassionato botanico, è anche il presidente della Società Italiana della Camelia.ato il fiore più grande al mondo. 

Web Garden: di cosa si occupa la società che preside?

Andrea Corneo: la Società Italiana della Camelia nasce nel 1965 a Cannero Riviera (Verbano-Cusio-Ossola) per iniziativa dell’ingegner Antonio Sevesi, a seguito di una bellissima mostra di fiori recisi che si tenne qualche mese prima in quel luogo. Nel 2000 la sede venne spostata a Verbania. Ha come scopo la ricerca storica e il reperimento di antiche varietà, oltre a un approfondimento tecnico e scientifico su queste piante, ma ha anche l’obiettivo di diffondere e fare riscoprire la loro bellezza. Infatti, se fino all’Ottocento questo fiore aveva avuto un incredibile successo, come dimostrano i tanti quadri che lo ritraggono e i romanzi che lo citano, nel Novecento ha subìto un lento e inarrestabile declino.

Che cosa fanno i soci ?

Abbiamo soci italiani e stranieri che, essendo collezionisti, selezionano nuove varietà che vengono ibridate da semi diversi o anche dallo stesso seme. Dopo di ciò, chiedono alla Società di pubblicare sulla sua rivista le nuove varietà. Oggi esistono circa 25mila varietà coltivate (cultivar)di camelie, all’interno di circa 250 specie botaniche.

La camelia è anche protagonista di mostre e concorsi?

In America e Inghilterra esistono concorsi di fiori recisi di camelie. In Italia, in occasione del congresso internazionale organizzato ogni due anni dalla International Camelia Society, ci sono dei “pre” e dei “post tour” durante i quali visitiamo diversi giardini con importanti collezioni di camelie. In tali occasioni si organizzano anche mostre e altri eventi dedicati a questo fiore.

Quando è stato il primo congresso?

A Stresa nel 1972. Da allora è sempre stato organizzato ogni due anni, a eccezione del 2020 a causa del Covid. È un appuntamento molto sentito dagli appassionati. Il prossimo si terrà a Verbania nel 2023.

È difficile coltivare la pianta di camelia?

Assolutamente no, ma servono alcune accortezze. Appartenendo alle piante acidofile, occorre che il terreno sia acido, che la pianta non sia esposta in pieno sole e che la terra sia sempre umida ma non troppo bagnata, per evitare che le radici marciscano. Se coltivata in vaso, bisogna evitare il ristagno d’acqua sul fondo.

Passiamo a Villa Anelli, che cosa ci racconta?

È un giardino storico di metà Ottocento che si affaccia sul lago. Essendo su una posizione declive è stato pensato con diversi terrazzamenti, tali da consentire di percorrerlo. Ci sono molti esemplari di camelie. Alcune risalgono alla sua nascita, una ventina; tuttavia la grande coltivazione di questa pianta inizia negli anni Sessanta e Settanta, a cura di Antonio Sevesi, uomo importante nella vita di mia nonna che, con arte e passione, si dedicò al giardino. Oggi il parco della villa conta oltre 450 varietà di camelie. Alcune piante raggiungono i 6-7 metri d’altezza.

Ha una camelia preferita?

No, sono tutte splendide. A seconda dell’anno e della stagione, però, ce n’è sempre una che mi dà più soddisfazione di altre per come fiorisce.

Esiste un colore che fa da filo conduttore al giardino di Villa Anelli?

No, ci sono molti colori, che vanno dal bianco al rosso al rosa.

Qual è un colore impossibile per le camelie?

Non esistono camelie blu, mentre per quelle gialle ci stiamo lavorando. Quest’ultime sono molto particolari e delicate. Noi le abbiamo, ma le teniamo in serra a causa della loro fragilità. Una nuova specie di camelia è la Changii , che è stata ibridata con la Japonica per ottenere una fioritura della pianta anche in estate.

La fioritura della camelia non è in primavera?

Normalmente si hanno camelie a fioritura autunnale o primaverile. Ecco perché stiamo provando a coltivare questa nuova specie, così da avere anche una fioritura estiva.

Ci racconti una curiosità?

Poiché da ogni seme nasce una nuova camelia, abbiamo l’usanza che quando arriva una camelia particolare la si chiami con un nome di famiglia. Quindi c’è una camelia che ha il nome di mia nonna, Alessandra Anelli, e di mia madre Giovanna Barbara, entrambe dedicatale da Antonio Sevesi, di mia sorella Benedetta Corneo e, ovviamente, di mia moglie, Orsola Poggi dedicate da me.