Un orto officinale in città: intervista al dott. Andrea Nicola

Un orto officinale in città: intervista al dott. Andrea Nicola

Questo articolo fa parte del numero 7 di Web Garden: Ad Alta Quota

Per il numero di settembre, il team di Web Garden ha deciso di riprendere tre dei quattro giardini botanici alpini valdostani, dai quali si gode uno spettacolo mozzafiato delle cime più famose d’ Europa.


Nel cuore della Valle d’Aosta, proprio al centro del capoluogo, si nasconde un luogo inaspettato: un giardino botanico sperimentale di montagna, dove la passione per la montagna ha portato nel 2005 Andrea Nicola a ripercorrere la tradizione di famiglia. Il nonno già studiava le piante officinali e le loro proprietà benefiche, inserendo i suoi studi in pubblicazioni preziose, e il padre Giuseppe negli anni ‘80 si trasferì ad Aosta per aprire una farmacia, la prima a iniziare a vendere prodotti e cosmetici naturali in città.

Web-Garden si occupa di arte e natura, nello specifico di giardini. Come è nata l’idea di creare un orto botanico nel bel mezzo del centro storico di Aosta, facendo coesistere e dialogare natura e manufatti architettonici storici e moderni? Cosa c’era nell’area prima che voi la trasformaste nel giardino?

Andrea Nicola: È un sogno che si avvera. Sin da quando, oltre dieci anni fa, avevo in animo di creare un luogo dove potere rappresentare quanto stavamo facendo. Il giardino Sperimentale di Piante Officinali si trova nel cuore di Aosta e si estende per una una superficie di circa 400 metri quadrati, dove il visitatore può scoprire ed apprezzare quante piante preziose la natura ci ha regalato.

L’area in cui oggi è possibile visitare il Giardino botanico sperimentale dott Nicola fa parte del complesso degli edifici storici adiacente la Cattedrale di Aosta e cuore della vita religiosa, e non solo, già nell’Aosta romana.

In particolare e di notevole impatto è lo scorcio in cui si stagliano i due antichi campanili. Più a ovest, poi, si scorge il Gran Combin, un’elegante montagna innevata alta più di 4000 metri.

© Arlekart – www.arlekart.it

Quante sono le essenze che coltivate nel vostro giardino? Avete recuperato essenze rare o abbandonate tipiche della Valle d’Aosta? Raccogliete anche erbe spontanee?

Le  piante presenti sono circa 30 e sono tutte di interesse cosmetico o salutistico.

In particolare, ci teniamo a sottolineare, lo spazio dedicato al Thymus vulgaris varico, chemiotipo tipico della Valle d’ Aosta particolarmente ricco di timolo; bellissima è la sua fioritura primaverile! 

È proprio il nostro timo di montagna a ispirare molti nostri prodotti, tra cui cosmetici, come il nostro sapone liquido, e anche il nostro Elixir Opthymus, amaro al timo di montagna. Le nostre coltivazioni si trovano in luoghi magici, come l’appezzamento della Val Ferret a più di 1700 metri di quota di fronte alla maestosa catena del Monte Bianco.

Quali prodotti della montagna maggiormente utilizzate per realizzare i vostri preparati? Usate solo ingredienti di origine vegetale o anche animale?

Fra gli ingredienti maggiormente utilizzati nei nostri prodotti ci sono la calendula, l’arnica e il timo e soprattutto la stella alpina, pianta coltivata particolarmente amica della pelle, per le sue proprietà antiossidanti e protettive.

Le piante officinali presenti nei nostri prodotti provengono dalla Valle d’Aosta e dall’arco alpino. Si tratta di coltivazioni che seguiamo in prima persona, a chilometro zero, raccolte per essere trasformate grazie alle più moderne tecnologie.

La nostra ambizione sarebbe quella di raccogliere anche piante spontanee, ma in questo caso diventa più difficile standardizzare gli estratti e i processi produttivi e di raccolta.

Quando e come è nata la sua passione per la natura e la montagna? 

La  passione per la montagna è nata con me! Sin da bambino frequentavo Courmayeur con la famiglia, cogliendo e apprezzando gli aspetti naturalistici della vita all’aria aperta. Mia madre, piemontese, a suo tempo si dedicò alla realizzazione di una tesi universitaria proprio sulla flora e la fauna della Val Ferret.

Mirage, la luna a 2.391 metri

Mirage, la luna a 2.391 metri

Questo articolo fa parte del numero 7 di Web Garden: Ad Alta Quota

Per il numero di settembre, il team di Web Garden ha deciso di riprendere tre dei quattro giardini botanici alpini valdostani, dai quali si gode uno spettacolo mozzafiato delle cime più famose d’ Europa.


Si chiama come l’artista che tra il 1782 e il 1785 costruì il teatro dell’Ermitage a San Pietroburgo: Quarenghi. Il suo antenato, Giacomo, fu un celebre e celebrato architetto bergamasco alla corte di Caterina la Grande. Lui, Tiziano, è un imprenditore parigino di cognome e origini italiane, appassionato d’arte come il suo avo e ormai stabile da anni in Alta Valle di Susa, là dove certe vette toccano la luna.

Dalle sue passioni è nato il desiderio di portare opere d’arte in alta quota: quelle che incontri così, a sorpresa, mentre fai una passeggiata. Inaspettatamente. In pochi mesi l’idea di Tiziano Quarenghi è diventata un progetto, LunArt, di cui si occupa lui stesso per l’associazione Montiluna.

Così è nata l’opera prima, “Mirage”: una luna in lamelle di bambù creata dall’artista Emanuele Marullo con la collaborazione di Silvia Cioni. Una nuova meta culturale, una ragione in più per salire fin lassù.

A Col Saurel, 2.391 metri sul livello del mare, nel luogo in cui le montagne sono chiamate Monti della Luna, sopra una vedetta militare dismessa, da pochi giorni sorge la prima tappa di LunArt che – assicura Quarenghi – avrà altre opere e altre installazioni, negli anni a venire. 

Se passeggiate da quelle parti la troverete lì: una sfera dove un tempo c’era un avamposto dell’esercito. Un simbolo di rinascita, un segno volutamente effimero. Un’opera che si innesta con rispetto nell’ambiente e nel paesaggio; dove già la Natura crea stupore, e adesso l’Arte di più.

Giardini alpini: Francia e Svizzera

Giardini alpini: Francia e Svizzera

Questo articolo fa parte del numero 7 di Web Garden: Ad Alta Quota

Per il numero di settembre, il team di Web Garden ha deciso di riprendere tre dei quattro giardini botanici alpini valdostani, dai quali si gode uno spettacolo mozzafiato delle cime più famose d’ Europa.


Nelle montagne risiede ben il 25% della biodiversità del nostro pianeta: soltanto le Alpi offrono rifugio a più di quarantacinquemila diverse specie di fiori, piante, arbusti. Per questo motivo abbiamo deciso di accompagnarvi nella scoperta – virtuale – di alcuni incredibili giardini di alta quota, disseminati tra Austria, Francia e Svizzera, così che il rientro dalle ferie sia meno traumatico!

Ognuno di questi luoghi preziosi permette di coniugare il piacere dell’escursionismo montano con l’interesse per la natura e in particolare per questa tipologia di speciali giardini, ad alta quota. Dove l’arte della natura incontra la natura dell’arte.

Sul versante francofono della svizzera e nel cuore delle alpi vallesi, possiamo scovare il Giardino Flore-Alpe presso Champex Lac. Situato a 1500 metri di altezza, è un giardino che si sviluppa su circa seimila metri quadri di rocce e specchi d’acqua e che viene definito “museo vivente” poiché raggruppa quattromila varietà di piante e fiori: sassifraga, rododendro, genziana, semprevivo, conifere, androsace e rose botaniche..solo per citarne alcune!

Nato come un giardino ornamentale, intorno alla seconda casa dell’industriale Jean-Marcel Aubert, nel tempo è diventato un luogo unico e prezioso che racchiude in sé l’arte dei giardini e la scienza botanica; tanto da essere insignito nel 2007 del prestigioso premio Schulthess Garden Prize dal Patrimonie Suisse.

Spostandoci nel Canton Berna, nel comune di Wilderswil ed esattamente accanto alla stazione della ferrovia Schnynige Platteil, troviamo il Giardino botanico alpino Schynige Platte. Uno dei primi ad esser stato allestito sulle Alpi e uno dei pochissimi esistenti con piante – circa seicento specie diverse – che crescono in Svizzera oltre la linea di delimitazione del bosco. Grazie ai sentieri puntellati da etichette, non sarà difficile orientarsi alla scoperta di quello che costituisce circa i due terzi di tutta la flora alpina svizzera.

Infine, in Austria, su una delle Prealpi del Tux, il Patscherkofel si trova l’omonimo giardino botanico. Il giardino botanico posizionato più in alta quota di tutta la nazione, a circa duemila metri di altezza ed è una delle montagne a sud di Innsbruck. La cui Università ne custodisce i quasi due ettari di estensione. Un patrimonio di fiori, come le stelle alpine e le genziane che crescono sul limite boschivo – e piante, tra cui addirittura alcuni esemplari provenienti dall’Himalaya.