Una passeggiata fra i veleni

di: Ginevra Roselli Lorenzini
Il Poison Garden del castello di Alnwick, il giardino più velenoso del mondo interamente dedicato alle piante velenose, molte delle quali conducono a morte certa, che sia dolcemente o fra atroci dolori: ce n’è per tutti i gusti.
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Un giardino interamente dedicato alle piante velenose, molte delle quali conducono a morte certa,

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“Lasciate ogni speranza voi ch’intrate”: il monito che accoglie Dante al suo ingresso all’Inferno ben si adatterebbe ai visitatori del Poison Garden del castello di Alnwick, il giardino più velenoso del mondo.

Pesanti cancelli di ferro nero come la notte, decorati da inquietanti teschi, si aprono su un giardino interamente dedicato alle piante velenose, molte delle quali conducono a morte certa, che sia dolcemente o fra atroci dolori: ce n’è per tutti i gusti.

Questo luogo unico al mondo è il frutto degli sforzi della Duchessa di Northumbeland, Jane Percy, che ricevette in eredità la proprietà nel 1995 in seguito alla morte inaspettata del cognato e del nipote. Il magnifico castello ha sede nel Nord dell’Inghilterra, al confine con la Scozia, ed è stato anche utilizzato come set per i primi due film della celebre saga di Harry Potter.

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Oggi il parco di Alnwick si estende su 14 ettari ed è divenuto una delle principali attrazioni turistiche della regione.
richiama più di 600,000 visitatori l’anno
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Capita sovente infatti che alcuni visitatori più temerari ed incuranti delle regole imposte all’ingresso del giardino, svengano o siano colti da malori,

nonostante le protezioni di cui sono obbligatoriamente forniti per potersi addentrare fra i viali.

Quando i nuovi proprietari vi entrarono in possesso, il giardino era da tempo in completo disuso e suo marito affidò a Lady Percy il compito di rimetterlo in sesto, pensando forse che si sarebbe dilettata a piantare qualche roseto e curare un orto. Ma la duchessa, ispirata da un viaggio in Italia in cui aveva visitato uno dei giardini Medici dedicato alle piante tossiche, aveva in mente un progetto assai più originale ed ambizioso.

Nel 1996 ingaggiò l’architetto paesaggista Jaques Wirtz, che aveva lavorato alle Tuileries di Parigi ed al giardino della residenza presidenziale francese, ed insieme decisero di reinventare completamente questo luogo.

Il Poison Garden contiene oltre cento piante tossiche o velenose: il capo giardiniere, Trever Jones, cura le sue piante interamente coperto da una tuta protettiva, guanti ed una visiera che gli cela il volto, perché l’intossicazione e l’avvelenamento provocato dalle specie di cui si occupa potrebbe avvenire non solo per contatto, ma anche per inalazione dei loro effluvi.

Queste piante pericolosissime nascondono spesso le loro proprietà dietro un aspetto del tutto innocuo.

Accanto a specie dalle ben note proprietà narcotiche, come la coca, la cannabis, il tabacco o i papaveri da cui si estrae l’oppio, vi si trova la Atropa Belladonna, le cui bacche sono letali (ne bastano appena quattro per uccidere un bambino), la Strychnos Nux-Vomica, dalla quale deriva la stricnina, il Lauburnum, un albero i cui bei fiori gialli uccidono, o l’Aconitum, dai graziosi fiori blu e dalle bacche velenosissime. Nel caso di questa pianta però non ci si deve solo astenere dal cibarsi delle sue bacche: ad uccidere sarebbero anche le foglie, le radici e gli stemmi. Toccare la panace invece induce una reazione fototossica che brucia la pelle, procurando vesciche e ferite che possono continuare ad affliggere il malcapitato per sette anni.

Uno degli aspetti più interessanti di questa raccolta di piante a dir poco ostili all’uomo, è il riconoscere fra di esse diverse varietà estremamente comuni nei nostri giardini. Molti non sanno per esempio che l’alloro può essere altamente tossico e che da esso si estrae il cianuro. La pianta preferita dalla duchessa è però la Brugmansia, o Tromba degli Angeli, una pianta tropicale che proviene dal Sud America: prima di uccidere sprigiona proprietà altamente afrodisiache. Le donne vittoriane più audaci erano solite conservare uno dei suoi fiori sul tavolo da gioco e inalare piccole quantità del suo polline per elicitare un’esperienza psicotropa simile a quella che si ottiene oggi con l’LSD.

Questo progetto così unico e per certi aspetti spiritoso, è stato concepito anche con uno scopo pedagogico: Lady Percy sostiene infatti che offra l’opportunità ai bambini di apprendere gli effetti nefasti delle droghe in un modo del tutto originale, coinvolgendoli ed interessandoli senza dar loro l’impressione di impartire una lezione.

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