Giardini sul tetto del mondo

di: Anna Chiusano
Poche cose colpiscono l’immaginazione come l’ambiente montano che alla base è ricco di una vegetazione rigogliosa e verde ma man mano che si sale gli alberi diventano più radi fino a scomparire e a quel punto oltre a rocce e neve, troviamo solo le piante alpine.
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Nulla è così maestoso e imponente come le catene montuose che svettano verso il cielo.

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Poche cose colpiscono l’immaginazione come l’ambiente montano che alla base è ricco di una vegetazione rigogliosa e verde ma man mano che si sale gli alberi diventano più radi fino a scomparire e a quel punto oltre a rocce e neve, troviamo solo le piante alpine.

Il luogo in cui si fermano gli alberi è chiamato “linea degli alberi” e tutto ciò che si trova al di sopra della linea degli alberi è considerato un clima alpino. Le piante alpine di solito crescono anche al di sotto della linea degli alberi, ma si distinguono nel clima alpino perché sono le uniche cose qui che crescono. Questo spettacolo mozzafiato di cime innevate e di una vegetazione irrefrenabile ti invitano a raccogliere la sfida non solo fisica ma anche emotiva di superare i propri limiti e nello stesso tempo ti donano serenità e quiete perché se queste piantine riescono a vivere in quel contesto allora anche noi essere umani riusciremo a ritrovare la via dell’equilibrio così come scrive Marianna Corona nel suo bellissimo libro “ Fiorire tra le rocce. La via dell’equilibrio quando la vita si fa ripida”.

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Fiorire tra le rocce
Marianna Corona
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Un giardino alpino è un giardino composto principalmente o interamente da piante originarie dei climi montuosi.

Queste piante sono chiamate “piante alpine” e sono caratterizzate da piccole foglie arbustive e minuscoli fiori.

Il giardino alpino più semplice è una collezione vivente di piante alpine autoctone in un ambiente montuoso. I giardini più complessi implicano la disposizione artistica delle piante alpine, spesso incorporando sculture e composizioni rupestri. I governi locali e le fondazioni private in condizioni alpine spesso sponsorizzano la creazione e la manutenzione di giardini botanici alpini accessibili al pubblico per mostrare i paesaggi autoctoni.

Per potenziarne l’aspetto didattico-scientifico sono stati ricostruiti all’interno di questi giardini alcuni ambienti naturali con associazioni vegetali che li caratterizzano (pseudo-steppa, torbiera, morena, detriti calcarei, alneto): ciascuno è corredato sul posto da un cartello esplicativo che ne evidenzia le caratteristiche principali. Ogni esemplare è provvisto di cartellino con il nome scientifico e volgare.

Abbiamo scelto tre giardini botanici montani di particolare pregio e bellezza.

Il giardino botanico di Castel Savoia custodito dal 1990 all’interno del parco del castello dal quale prende il nome, che venne costruito dalla Regina Margherita nel 1898 a Gressoney Saint-Jean, dal quale si gode una vista spettacolare sul Monte Rosa.

Il giardino botanico “Paradisia” che si trova all’interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso, nella valle di Cogne nato nel 1955 ed è situato a 1700 m di altitudine, e deve il suo nome al giglio bianco di monte (Paradisea Lilliastrum).

Il giardino botanico alpino Saussurea, il più alto giardino botanico d’Europa, a 2.175 metri nel massiccio del Monte Bianco, prende il nome da una pianta molto rara che cresce nei pascoli pietrosi la “Saussurea alpina”, ma venne chiamato così anche in onore dello scienziato ginevrino Horace Bénédict de Saussure, che nel 1786 fu tra i promotori della prima ascensione al Monte Bianco.

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